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Comune di Bollate
 Sabato 31 Luglio 2010
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Piano Territoriale degli Orari: cos'è

Il vivere in un contesto urbano, nel modo in cui si è realizzato, progettato e pianificato per molti decenni, mostra sempre più segnali di inadeguatezza rispetto alle trasformazioni sociali che sono in corso, che impongono, tra le altre cose, la sperimentazione di nuovi nessi tra tempo e spazio, tra orari e organizzazione della vita, tra luoghi e aree metropolitane.

Accanto agli strumenti più tradizionali di programmazione urbana (si pensi al Piano Regolatore, al Piano dei Servizi, al Piano del Commercio e ad altri strumenti analoghi) negli ultimi anni si è fatta strada l’idea che anche il tempo possa essere oggetto di pianificazione da parte dell’ente pubblico, in funzione di una migliore conciliazione dei tempi familiari, dei tempi di lavoro, dei tempi per sé e di una più adeguata organizzazione spaziale e temporale delle risorse urbane.

All’origine delle politiche dei tempi e degli orari per le città vi è una riflessione che affonda le proprie radici nei mutamenti in corso nella società contemporanea, mutamenti che investono l’orario di lavoro, l’espansione dell’economia dei servizi, i rapporti tra genere e tra i ruoli intra-familiari, gli stili di vita e l’erogazione dei servizi pubblici (Bimbi, Capecchi, 1989; Chiesi, 1989; Bonfiglioli, 1990; Balbo, 1991; AA.VV., 1996; Zayczyk, 2000).
Con l’espressione “politiche di conciliazione” si fa dunque riferimento ad una serie di strategie (prevalentemente connesse alle politiche sociali, ai sistemi di mobilità e alle politiche territoriali) che mirano a raggiungere una maggiore flessibilità dei tempi di vita e di lavoro e che si pongono come obiettivo finale quello di promuovere le pari opportunità e migliorare la qualità della vita, partendo dal presupposto che il mancato coordinamento degli orari dei servizi presenti sul territorio può costituire un vincolo per i cittadini nella definizione della propria “agenda quotidiana”: per le donne, ad esempio, la rigidità degli orari è una delle principali cause di abbandono o di non ingresso nel mercato del lavoro.

Sulla base di questi presupposti la Regione Lombardia, con la l.r. 28 ottobre 2004, finanzia progetti volti a promuovere il coordinamento e l’amministrazione dei tempi e degli orari delle città, attribuendo alla Regione, alle Province e ai Comuni importanti funzioni in merito.

Il Comune di Bollate ha raccolto questa sfida e con il supporto scientifico dell’Istituto italiano di Valutazione e di Creda, ha inaugurato un percorso che condurrà all’adozione del “Piano comunale dei Tempi e degli Orari”.
Il progetto nasce dall’esigenza di migliorare la qualità della vita dei cittadini di Bollate attraverso un’azione sui tempi che aumenti le possibilità di conciliare la vita familiare con quella lavorativa, avente quale obiettivo finale quello di perseguire uno sviluppo locale sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale.

Il Piano dei Tempi e degli Orari è di fatto un documento di indirizzo strategico che intende regolare il sistema degli orari dei servizi urbani e promuoverne una graduale armonizzazione e coordinamento (Bonfiglioli, 1993). Attraverso la redazione del Piano e la realizzazione delle attività ad esso connesse, l’Amministrazione Comunale intende promuovere una serie di Progetti Pilota che intendono dare una prima risposta alle esigenze messe in luce nel corso delle rilevazioni condotte. Il documento verrà redatto attraverso un'attività di analisi e di ascolto della cittadinanza ed attraverso la verifica e valutazione dei progetti pilota attuati, e fornisce alle politiche temporali una nuova prospettiva di sviluppo, indicando le linee di azione e le priorità che l’Amministrazione comunale intende affrontare nei prossimi anni.

Nello specifico due sono i Progetti Pilota che verranno affrontati nei prossimi mesi: il “martedì del cittadino” e il progetto “pedibus”, illustrati sinteticamente nei successivi paragrafi.
All’interno delle attività connesse al Piano dei Tempi e degli orari il Comune di Bollate intende inoltre sperimentare una nuova proposta di programmazione oraria per la Biblioteca Centrale: il paragrafo conclusivo mostra i risultati del sondaggio effettuato nel mese di febbraio.

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