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Agenda 21
Dopo la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, 178 governi di tutto il mondo, tra cui l'Italia, hanno adottato l'Agenda 21, un documento di intenti per la promozione di uno sviluppo sostenibile che, tenendo conto degli aspetti sociali, ambientali ed economici, può cogliere anticipatamente eventuali elementi di incompatibilità esistenti tra le attività socio-economiche e le politiche di protezione e salvaguardia dell'ambiente.

Per sviluppo sostenibile si intende uno "sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze" (Bruntland, 1987).

Il capitolo 28 della Agenda 21, proprio in considerazione delle peculiarità di ogni singola realtà, invita le autorità locali a dotarsi di una propria Agenda: educare, mobilitare e rispondere ai Cittadini nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Come? Attraverso nuovi strumenti di informazione e partecipazione: "Ogni autorità locale, dovrebbe dialogare con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private, e adottare una propria Agenda 21 locale. Attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, le autorità locali dovrebbero apprendere ed acquisire dalla comunità locale e dal settore industriale, le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie".

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